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ancora_cementoMa di quanto cemento necessita ancora Selvazzano? Ormai sembra essere divenuta una specie di Legge Assoluta. Implacabile.

Prendiamo una persona qualsiasi, mediamente rispettosa delle leggi e magari persino dell’ambiente, votatelo ed eleggetelo a Sindaco. Statene certi, egli verrà da subito preso da una sindrome inevitabile, comune agli amministratori di qualsiasi fede politica, definibile come: “fregola edificatoria”.

Il termine qui è ovviamente ironico, ma serve a far comprendere, a noi comuni cittadini, quanto un amministratore cittadino ami porsi sopra un piedistallo “regale” e ambisca con ciò perpetuare il ricordo del proprio interregno (tramite mandato quanto più reiterato), attraverso l’edificazione di costruzioni in cemento ad imperitura memoria.

Novelli faraoni che agognano innalzare, al posto delle piramidi del passato, grandi centri commerciali, infiniti rondò, strade non necessarie, edifici a rischio abbandono e via così amabilmente lottizzando.

Selvazzano, ormai si è compreso da tempo, non fa certamente eccezione alla regola. Anzi. Il Piano di Assetto Territoriale ne è la prova lampante. In esso si prevede la costruzione di 1 milione e centomila m3 di nuove case nel prossimo futuro (senza considerare le prossime zone industriali e commerciali previste dal PAT).

Ciò corrisponde, a spanne, a 370.000 m2 di superficie, ovvero alla bellezza di ben 50 campi da calcio.

Una distesa tale che va a sostituire definitivamente altrettante aree verdi o agricole oggi esistenti. Sono ulteriori spese, a carico della collettività, necessarie per adeguare la rete fognaria, la creazione di ulteriori strade, e incrementare servizi pubblici. Tutto per far fronte al nuovo, spesso teorico e sovrastimato, insediamento abitativo che si dovesse venire a creare.

Per non parlare del conseguente aumento di traffico, che ostacolerebbe ancor di più la mobilità urbana di ognuno nel recarsi al lavoro o nel fare la spesa. Con una peggiorativa ricaduta sull’inquinamento complessivo, accompagnato ai timori di aumento del rischio alluvione ad ogni cambio di stagione.

Purtroppo l’Amministrazione ha deciso che dovranno esserci 1.100.000 m3 di nuove case e così sarà malgrado i dati e il buonsenso dicano ben altro. Per i dettagli, vi invitiamo a prendere visione del PAT, scaricabile qui.

Noi ci limitiamo ad alcune semplici considerazioni:

I nuovi abitanti previsti nel prossimo decennio, secondo l’Amministrazione, sarebbero 1.744. Quindi, considerando il volume di 200 m3 per abitante proposto, se la matematica non è un’opinione, il volume di nuove costruzioni dovrebbe risultare di soli 350.000 m3 anziché 1.100.000 m3. Come si spiega questa evidente discrepanza?

Per giustificare i propri numeri l’Amministrazione è ricorsa, a nostro parere, ad un giochetto tipico degli abili prestigiatori, ovvero a qualche trucchetto contabile manipolando dati forniti dalle statistiche o rilevabili dall’ultimo censimento.

1) Si assume che ogni nuova famiglia possieda in media 1,05 alloggi

2) Si fa credere che ogni nuova famiglia acquisterà un alloggio di 469 m3, pari ad una superficie media di 160 mq che in altre parole vorrebbe dire: una comoda villa a testa!

3) Si ipotizza che i figli di ogni nucleo famigliare escano di casa, a seguito o meno di matrimonio e acquistino la propria casa, sempre da 160 mq di superficie, guarda caso, proprio nel medesimo territorio di Selvazzano.

Con queste “auspicabili”, per loro, correzioni dei dati, la volumetria edificabile sale così a ben 700.000 m3. Praticamente il doppio di quella effettivamente necessaria.

Ma tutto ciò non basta.

Perché per arrivare al volume desiderato di 1.100.000 m3 gli Amministratori introducono, in aggiunta, il concetto di: “Fabbisogno Insediativo Strategico”. Si tratta di 400.000 m3 necessari per interventi accessori di urbanistica (su cui non ci dilunghiamo) che costituiscono da soli più del 50 % del volume abitativo necessario.

Per intenderci: è come se, per ogni casa costruita, venisse aggiunta una virtuale mezza abitazione di opere accessorie!

Infine abbiamo anche la chicca finale. L’Amministrazione ci fa sapere che gli abitanti insediabili a Selvazzano, secondo loro stime, saliranno a 5.500 persone, ben più del triplo di quelli teorici già previsti.

Ed è su questi dati, quanto mai arbitrari, poco chiari, per non dir sospetti, che si vorrebbe discutere e ragionare assieme nel trovare un punto d’incontro ragionevole.

Al momento una sola cosa ci è chiara e la possiamo tranquillamente affermare: l’imprenditoria edile, sia locale che non, proprio grazie a tutto ciò, si sta garantendo nel medio-lungo periodo un bel po’ di remunerativa attività di cantiere. Sicuramente l’avrà per i prossimi 10 anni perlomeno.

Ed è questa la semplice, concreta, dura legge (come il cemento) dell’economia patteggiata.

Flavio Boscatto, Legambiente Selvazzano

3 Responses to “Ma di quanto cemento necessita ancora Selvazzano?”

  1. giorgio scrive:

    non proprio.. nel senso che le imprese edili non faranno certo fortuna. magari allungheranno qualche mazzetta per poter costruire ma poi gli alloggi rimarranno invenduti per molto tempo. l’impresa che ha costruito le case in cui abito dopo 7 anni ha ancora appartamenti invenduti e sta con le famose pezze al q.
    detto questo, non avete ancora capito che Selvazzano vuole diventare la prima città acquatica della terra? per anticipare il disastro che conseguirà allo scioglimento dei ghiacci, sta cementificando tutto il territorio per fare in modo che ad ogni minima pioggia, si crei un enorme lago nel quale ci muoveremo con barche e canotti.

    • Flavio Boscatto scrive:

      La suggestione “acquatica” sarebbe divertente se non fosse tremendamente tragica. Gli amministratori sono miopi e mancano di una nuova, moderna, progettualità in merito l’urbanizzazione. Siamo fermi alla cementificazione anni 70/80, neanche fossimo ancora nel boom economico. Teniamo presente che Selvazzano ha l’onore di avere un sindaco Presidente di Provincia.

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