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censimento_grande vuoto_edilizia_esteIl “Grande vuoto” (edilizio) è da qualche giorno su facebook qui.

Sono le foto e le descrizioni di decine e decine di edifici, pubblici e privati, commerciali o industriali abbandonati o in stato di degrado. Sono quel patrimonio da conoscere e censire per far partire progetti di rigenerazione urbana, piuttosto che prevedere nuovi aumenti di cubatura o lottizzazioni.

Un censimento autogestito realizzato dal circolo di Legambiente Este con un gruppo di lavoro operativo in un lasso di tempo di circa cinque mesi, a cavallo tra il 2015 e il 2016.

La necessità di un vero e proprio censimento ufficiale era stata votata a larghissima maggioranza dal Consiglio Comunale il 27 settembre 2012 (delibera 39/2012), riconoscendone la necessità prima dell’adozione del nuovo Piano degli Interventi (cioè del nuovo Piano Regolatore), che invece è stato approvato dal Consiglio lo scorso 2 marzo senza che il censimento sia stato fatto!

Un vero peccato perchè ad Este sono tantissimi, sia in centro che nelle zone periferiche. Basta passeggiare per accorgersi che la prima conseguenza del declino è il degrado, è lo stato di abbandono in cui versa un numero considerevole di edifici.

Moltissimi sono quelli pubblici. Si va dall’ex Palazzo del Fascio in pieno centro, all’ex Palazzetto dello Sport in via Zanchi, da Palazzo Contarini ex sede della Biblioteca Comunale in viale Fiume, all’ex deposito delle corriere Siamic in via San Girolamo compresi tutti gli edifici e l’area oggi adibita a parcheggio, alle ex Scuole elementari delle frazioni di Motta, di Prà, di Schiavonia. In tempi più recenti si sono aggiunti all’elenco l’ex nuovo Tribunale in zona Zuccherificio, gli edifici dell’ex Liceo in via San Martino, l’ex sede dell’INAM in via Salute, il Chiostro degli Zoccoli ex sede dell’Accademia dell’Artigianato.

Merita attenzione l‘ex ospedale, la cui sorte resta un mistero, e l’ex scuola media Zanchi e relativa palestra.

Ma il censimento si è spinto oltre, considerando anche il privato, suddiviso in 6 capitoli. Riguardano gli edifici privati di interesse pubblico; i palazzi monumentali privati; l‘edilizia abitativa (suddivisa in 9 differenti rioni o frazioni); i negozi e gli uffici; i capannoni vuoti nelle aree produttive; le aree produttive dismesse.

Infine le aree e lotti edificabili. Sì, perchè a fianco di questo patrimonio che rappresenta la base per avviare operazioni di rigenerazione urbana, qualcuno continua a ritenere che si possa costruire del nuovo, andando a consumare ulteriormente suolo, rendendolo impermeabile e contribuendo in maniera considerevole ad aumentare le emissioni di CO2.

Il GRANDE VUOTO sarà presentato il prossimo 30 marzo in una pubblica Assemblea, alla quale saranno invitati a partecipare tutti i candidati alle prossime elezioni amministrative.

Il nostro è un grido di allarme volto a denunciare il progressivo declino della nostra città, declino economico, declino culturale, declino ambientale in parte dovuto a fattori contingenti esterni – la crisi economica che attanaglia l’Europa a partire dal 2008, le politiche regionali ostili e penalizzanti per il nostro territorio – in parte da addebitare alla miopia e alla negligenza di improvvisati amministratori a cui si somma molto spesso l’inettitudine dei funzionari.

Legambiente di Este

sintesi a cura della redazione di ecopolis

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