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Carraresi_001Sono cinque i monumenti aperti e visitabili grazie ai volontari di Salvalarte e alla collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato (scarica qui il depliant).

Reggia Carrarese, via Accademia 7. Fatta erigere da Ubertino da Carrara nel 1339, segna l’affermarsi della famiglia dei Carraresi a Padova. In gran parte distrutta dai Veneziani, l’unica parte rimasta intatta è la Loggia carrarese. La Reggia testimonia anche il legame della signoria carrarese con il Guariento, di cui troviamo oggi traccia nella sala affrescata delle adunanze.

Scuola della Carità, via San Francesco 61. Era questa la sede della confraternita della Carità, una delle più importanti e antiche di Padova. La Sala, a pianta rettangolare, risale alla prima metà del Quattrocento e presenta un ciclo di affreschi risalenti al 1579 sulla vita della Vergine, ad opera di Dario Varotari, pittore e architetto veronese, padre del Padovanino.

Oratorio di Santa Margherita, via San Francesco 51. Costruito sul luogo di un antico oratorio, l’architetto veneziano Tommaso Temanza ne progettò nel 1748 l’armoniosa facciata in pietra d’Istria, che nella sua sobria struttura preannuncia già caratteri neoclassici. All’interno, di particolare interesse le 16 rappresentazioni dei putti alati disposti come le pagine di un libro.

Torre dell’Orologio, Piazza Capitaniato 19. Tra le piazze dei Signori e Capitaniato è uno dei simboli più imponenti dell’epoca carrarese. Con il suo meccanismo ha offerto da allora in poi un punto di riferimento alla vita quotidiana cittadina. L’orologio è copia fedele nel meccanismo e nel funzionamento di quello di Jacopo Dondi, di cui mantiene ancora oggi la forma originale e il funzionamento.

Ponte San Lorenzo, Piazza Antenore. È il ponte meglio conservato e più conosciuto della Padova romana. Ubicato all’altezza dell’odierna via S. Francesco, la struttura era a tre arcate, edificata con blocchi di trachite euganea nelle pile e nelle armille esterne. La lunghezza complessiva raggiungeva circa i 53,30 metri. Tra il 1958 e il ’59 fu interrato il Naviglio per costruire Riviera Tito Livio, con conseguente interramento del ponte stesso.

Luciana Pertile – Volontaria Legambiente-Salvalarte

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