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Assemblea_partecipazioneIl Consiglio Comunale di Selvazzano del 1 febbraio 2016, quale discussione principale all’Odg, ha voluto inserire l’analisi delle osservazioni pervenute sul Piano di Assetto Territoriale (il PAT).

Tale piano, a suo tempo anticipatamente reso disponibile agli interessati, analizzato con attenzione da Legambiente Selvazzano, con documento ufficiale del 30/11/2015 è stato corredato da ben 11 osservazioni del circolo.

Sin dalla sua costituzione l’impegno prioritario di Legambiente Selvazzano è fare argine alla spiccata propensione alla cementificazione da parte delle Amministrazioni. Una presa di posizione, quella del circolo ambientalista, da subito considerata fastidiosa.

Aver esternato, come ha fatto il Sindaco durante il consiglio comunale suddetto, che da Legambiente si sarebbe aspettato osservazioni sul PAT più attinenti agli aspetti naturalistici, significa considerare gli associati, ad essa appartenenti, del tutto comparabili ad un’allegra combriccola di ecologisti passatempo.

Purtroppo per il sindaco, ad una lettura attenta delle osservazioni inviate, i riferimenti all’ambiente intesi come salvaguardia del territorio in tutti i suoi aspetti (naturalistico, urbano, di viabilità ed inquinamento), risultano più che manifesti. Tutto ciò è possibile verificarlo qui: www.legambienteselvazzano.it

Se buona parte delle osservazioni sono state cassate, con la motivazione inoppugnabile di non essere tecnicamente pertinenti al PAT in discussione, certamente ben più opinabile è apparsa la decisione di voler accorpare e respingere il tutto, attraverso votazione compatta dei consiglieri di maggioranza.

E’ risultato palese sin da subito che l’impostazione della seduta sia stata organizzata e condotta in modo da evitare qualsiasi interferenza al piano predisposto. Tutto si è risolto con un accoglimento del PAT originario senza possibilità di correzione o modifica da parte delle opposizioni o dalle associazioni del territorio.

D’altronde la partecipazione della cittadinanza al consiglio è stata purtroppo sconsolatamente insufficiente e questo costringe ad ammettere che non c’è stata sufficiente sensibilizzazione preventiva a riguardo.

Discrezionalmente semplificati i contenuti delle Osservazioni analizzate, minimizzati i rilievi ambientali, utilizzato i “Vincoli Sovraordinati” come scusa utile a subordinare il PAT cittadino a quanto indicato sull’accordo intercomunale (PATI) e rimandate tutte le osservazioni ad un fantomatico, flessibile, prossimo Piano di Interventi a base quinquennale, si è voluto porre così un chiaro impedimento a qualsiasi possibile tentativo di confronto su temi ambientali o di vivibilità urbana più generale. E’ chiaro il concetto che chi governa decide e dispone (pro domo sua).

Si è approvato un PAT che ora rischia seriamente di apportare grossi danni all’ambiente: la triste cancellazione del piccolo commercio non solo necessario agli anziani, ma che rende i quartieri più vissuti e sicuri, anzichè solo dormitori; un incremento di cemento sul già abusato territorio e conseguenti ricadute sulla precaria situazione idraulica dello stesso; l’aumento del traffico di veicoli e di inquinamento da PM10, da tempo ormai a limiti non più sostenibili. Esempio che spiega molto di quanto si va denunciando è poi il progetto di via Don Bosco.

Con la scusa di arrivare ad una migliore cesura tra Tencarola e Caselle di Selvazzano, allontanando Rubano dall’orbita di quest’ultimo, il progetto di incremento di nuova edilizia a scapito del possibile recupero di cubatura di cemento inutilizzata, diviene una scelta di intervento poco “virtuosa” e decisamente miope.

Per un Sindaco che, fra l’altro, è anche Presidente della Provincia il mancato interesse a voler acquisire pregiato merito nel rendere la propria città “un luogo abitativo a saldo volumetrico zero”, rimane un fatto del tutto incomprensibile. Ma questi sono i misteri reconditi della politica italiana e della perenne infausta amministrazione del bene comune.

I dati di proiezione statistica e crescita demografica forniti (dalle tabelle ISTAT e da censimenti vari) parrebbero il frutto di manipolazioni ed adeguamenti atti a giustificare all’occorrenza qualsiasi tipo di scelte. E molti calcoli, a parere di Legambiente Selvazzano, non tornano.

Avremmo davvero preferito tutti un maggior coraggio politico nell’avviare un vero e serio confronto con tutti i soggetti interessati al bene della città. Adoprarsi al contrario a riempire, con nuove costruzioni abitative e cemento, le rimanenti storiche aree agricole, compresi i varchi naturali di passaggio della fauna autoctona, mostra un’idea di sviluppo del territorio esente da qualsiasi reale miglioria ed una concezione assolutamente vecchia, nonché oltremodo inaccettabile, di trattare la materia urbanistica.

Non vorremmo che dietro a certe neglette scelte vi posanno essere motivazioni nascoste e indicibili. Si spera tanto di no.

Sintesi delle Osservazioni a cura di Flavio Boscatto, Legambiente Selvazzano

One Response to “Selvazzano, avanti a tutto cemento”

  1. giorgio scrive:

    ma cosa vi aspettate da un sindaco come soranzo?
    mi sorprende che non abbia ancora pensato che le rotonde, ampi spazi verdi circolari, non siano state ritenute dei luoghi dove edificare fabbricati misti residenziale/commerciale (c’è un assoluto bisogno di spazi commerciali perché quelli che ci sono, sono tutti occupati e funzionano alla grande).
    per quanto riguarda la partecipazione al consiglio, un sindaco così, anche se ci fossero state 2000 persone, avrebbe ignorato le loro idee.
    si fanno più soldi con le concessioni edilizie che con gli spazi verdi.
    se poi tutto va sott’acqua, pazienza. si alzerà di notte col giubbotto rifrangente a vedere il danno e a rilasciare qualche intervista alla tv (con in tasca un permesso per costruire).

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