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7_bike cash flash mobDopo quasi due anni di battaglia finalmente la piazza del Portello è ufficialmente pedonale. E’ stato apposto il cartello che ne dà ufficialità, in prossimità del ponte sul Piovego.

L’ipotesi di riaprire al traffico automobilistico la porta più bella e più frequentata della cinta muraria è stata finalmente abbandonata dall’Amministrazione Comunale.

Ma per le bici si poteva fare di meglio?

Una vittoria perché l’Amministrazione si è resa definitivamente conto che l’ipotesi di riapertura del passaggio tra via Loredan e via Gardenigo risulta essere irrealizzabile e non voluta dalla cittadinanza. Un anno fa furono raccolte quasi 2000 firme contro le transenne che subito dopo l’elezione del sindaco Massimo Bitonci erano state posizionate a ridosso della porta.

Proprio nell’immediato decorso post elezioni, il sindaco Bitonci aveva annunciato di voler rivoltare il progetto appena terminato dalla precedente amministrazione e palesemente migliorativo. Il motivo? Un impegno elettorale con il comitato contrario “No alla piassa” (come recitava uno striscione all’angolo).

Alla fine sono prevalsi la bellezza e il buon senso. Tuttavia rimangono da fare alcune riflessioni.

Sul cartello della zona pedonale si legge che è previsto il transito dei velocipedi “solo condotti a mano“, fatto che limita le disposizioni previste dal Nuovo Codice della Strada il quale definisce l’area pedonale accessibile anche ai velocipedi.

Probabilmente il motivo è quello di evitare che possano verificarsi incidenti tra i molti ciclisti e pedoni che ogni giorno passano sotto la porta e attraversano il ponte. I dati relativi agli incidenti tra pedoni e biciclette sotto Porta Portello non appaiono però rilevanti. Appare assurdo e controproducente imporre una misura che si sa che non verrà rispettata da molti. Si può ipotizzare una divisione delle due componenti di traffico tramite segnaletica orizzontale, così come avviene in molte città anche in contesti di particolare bellezza architettonica.

Per venire incontro al comitato pro auto, l’amministrazione attuale ha rivisto una parte del vecchio progetto, allargando la strada a senso unico che corre sul lato est della piazza. Strada non molto frequentata, ma genera un traffico che, immettendosi in via Marzolo, crea spesso una situazione di pericolo.

Inoltre, la postazione del Bike Sharing di via Marzolo è stata disattivata e successivamente rimossa nel settembre del 2014 per lasciare il posto a pochi parcheggi per le auto. Risultava molto utile per i tanti studenti che studiano presso i dipartimenti di ingegneria e geologia o semplicemente ai molti che si recano presso l’aula studio di via Portello. Quella postazione risulta inoltre che fosse la maggiormente utilizzata in interscambio con quelle presenti presso la stazione ferroviaria, utile ai molti studenti pendolari. Ripristinare la postazione potrebbe diminuire il numero di attraversamenti in bicicletta della porta e dare un servizio utile alla piazza, aumentandone così l’accessibilità.

L’accessibilità, altro problema a lungo trattato dai cittadini del quartiere e dai rappresentanti degli studenti. L’istituzione di una navetta per il Portello risulta difficile anche alla luce della recente privatizzazione dell’ex APS.

Potrebbe risultare utile la predisposizione di ulteriori rastrelliere per le biciclette soprattutto nei pressi dei molti esercizi commerciali. Per completare l’opera sarebbe utile introdurre altri arredi urbani come le panchine o i cestini per l’immondizia, a vantaggio dei tanti studenti che durante la pausa pranzo si ritrovano a dover mangiare per terra o sulle scalinate: un’immagine sicuramente non a vantaggio della bellezza e della memoria storica della Porta.

Davide Sabbadin, Legambiente Padova
sunto a cura di Giulia Menin

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