Feed on
Posts
Comments

coislha_col moschin_padova_orticoltura_bio.jpgTra cemento e mattoni si sviluppa nella prima periferia di Padova uno splendido progetto di fattoria sociale, una campagna dove coniugare la coltivazione orticola di prodotti biologici con l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. E’ un progetto di Coislha, cooperativa attiva da oltre 30 anni, dapprima nella gestione del verde urbano.

Infatti Coislha nasce già nel 1980 come cooperativa sociale di tipo B finalizzata a creare prospettive lavorative nuove per persone svantaggiate, individui deboli, emarginati e spesso soli: un luogo dove trova spazio l’idea che il lavoro sia un percorso teso al recupero e alla valorizzazione di qualità ed inclinazioni personali. Fin da subito essa opera “con” il verde nelle aree urbane, in particolare dove il traffico e il cemento spingono l’individuo a cercare spazi aperti, fruibili sia in termini di tempo che di distanze. E così – nel tempo – la cooperativa si pone altri importanti obiettivi quali la costruzione di un mercato etico, il radicamento territoriale atto a promuovere la cultura dell’inclusione sociale, e la tutela e promozione della salvaguardia ambientale.

Tante sono le modalità attraverso cui – negli anni – Coislha è riuscita a coniugare i suoi molteplici intenti, tra questi: la manutenzione del verde (sia per quanto riguarda le aree pubbliche che quelle private), la disinfestazione (prediligendo prodotti biologici a basso impatto ambientale e nel rispetto della salvaguardia del territorio), la potatura e il “tree-climbing”, una metodica di lavoro che consente di fare una valutazione dall’interno dell’albero, studiando quindi in maniera più accurata lo stato di salute e la miglior procedura da seguire per la potatura.

Un altro importante progetto nel quale Coislha s’impegna già da diversi anni è “arrAmpicabile”, che utilizza la tecnica del tree-climbing per attività di tipo educativo volte – fra l’altro – anche all’acquisizione di una maggiore autostima e sicurezza di sé e ad un avvicinamento al mondo della natura. Ultimamente sono stati coinvolti anche ragazzi e adolescenti del reparto di Neuropsichiatria di Padova.

Ora Paolo Raffelli, il coordinatore generale, ha da poco concluso un corso sulle fattorie sociali e a breve provvederà a presentare domanda affinché Coislha lo diventi ufficialmente, avendone già tutti i requisiti.

Infatti la cooperativa ha in comodato gratuito un terreno a Busa di Vigonza, in affitto 2 ettari a Rubano e un campo di proprietà presso la sua sede in via Col Moschin, area Basso Isonzo di Padova.

Fin da subito la scelta produttiva è stata quella di orientarsi verso il biologico: i prodotti, infatti, sono esenti da residui chimici e OGM e sono molto più ricchi di principi attivi e sostanze organolettiche rispetto alla comune frutta e verdura.

Il valore di quest’attività sta nell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati che seguono le mansioni base dell’agricoltura (preparazione del terreno, concimazione, trapianto, raccolta e preparazione degli ortaggi), unitamente alla vendita degli stessi in vari mercati cittadini quali Vigodarzere e Albignasego.

Insomma una realtà da valorizzare e pubblicizzare, che dimostra che l’agricoltura di qualità urbana è possibile, anzi esiste, forma di tutela del paesaggio che produce lavoro, reddito ed integrazione. I cui prodotti vanno “sfruttati”!

Come faranno i 70 avventori della cena a lume di candela “Un viaggio lungo un km ‪#‎Milluminodimeno2016” il 19 febbraio a Ca’Sana – Cibo Arte Cultura: radicchio, broccolo fiolaro, cavolo nero e verza che compongono il menù vegetariano sono prodotti bio di Coilsha provenienti dal Basso Isonzo.

Intervista a Paolo Raffelli raccolta da Laura Fasanetto, redazione di ecopolis

One Response to “Padova: fattorie sociali crescono”

  1. Paola ha detto:

    Bellissima iniziativa. Però non risulta sia vero che i prodotti biologici siano ‘molto più ricchi di principi attivi e sostanze organolettiche rispetto alla comune frutta e verdura’. Vedere una recente inchiesta di Altroconsumo che ha creato molte polemiche… ma i dati di laboratorio sono quelli. Invece è vero che sono più esenti da residui chimici e OGM.

Leave a Reply