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via Scardeone_mostro_legambienteTolto velo e mascherature, ecco l’inganno: il nuovo edificio ad impatto zero” si è dilatato rispetto al vecchio.

Parliamo dell’inizio di via Scardeone in zona Forcellini, a destra dopo il fornaio, dove esisteva fino a poco tempo fa l’edificio con la storica fioreria del rione San Camillo. Era un fabbricato di tre piani, con il negozio al piano terra ed un discreto parcheggio fronte strada, costruito in quell’architettura dei primi anni settanta, senza particolari pregi, che caratterizza tuttora il rione: insomma un contesto edilizio che, ancorché realizzato con caratteristiche costruttive di altri tempi, non si presenta in stato di degrado e, soprattutto, ha una bassa densità edilizia.

L’anno scorso, dopo l’installazione di un cartellone che annunciava la realizzazione di un nuovo edificio ad impatto ambientale zero, sono iniziati i lavori di demolizione e di nuova costruzione. Un cantiere che non destava sospetti, grazie anche ad un rendering grafico (ingannevole) inserito nel cartellone; anzi l’intervento era ben visto, in quanto era il segno della ripresa di un’attività edilizia, a lungo frenata dalla crisi economica, che si orientava verso quella rigenerazione del costruito, che è il solo modo di intervenire nel tessuto urbano della città senza generare ulteriore consumo di suolo.

Quando, invece, sono state tolte le mascherature che nascondevano la nuova costruzione, è apparso il mostro. Il nuovo fabbricato è avanzato verso il fronte strada mangiandosi tutto il parcheggio; ma ciò che ha impressionato e scandalizzato gli abitanti del circondario, è il fatto che alle spalle del nuovo corpo di fabbrica che si affaccia sulla via e che, quanto meno, mantiene la precedente larghezza della fronte, il fabbricato si dilata a destra ed a sinistra, annullando tutti i coni visivi verso il giardino storico dell’Istituto Oncologico, e si pone a ridosso degli edifici esistenti esasperando la densità edilizia.

Il colore grigio del cemento rende ancora più evidente il violento impatto visivo del nuovo edificio sull’ambiente circostante; quando saranno realizzate le pitture forse l’occhio sarà meno impressionato, ma il mostro resterà, sarà solo un poco imbellettato.

Sulla legittimità dell’intervento, ai sensi della vigente normativa urbanistico-edilizia, probabilmente non ci sarà modo di intervenire. Nel cartello di cantiere, infatti, viene richiamato il numero del permesso di costruire, e si ritiene che l’ufficio competente abbia svolto i dovuti controlli. La protesta, alta e forte, da parte di chi si sente offeso da questo e simili scempi urbani va, invece, indirizzata nei confronti di chi ha permesso, e permette, che tali scempi possano avvenire.

Sono infatti le vigenti norme urbanistiche ed edilizie, e chi le ha proposte ed approvate, che vanno contestati. I costruttori fanno il loro mestiere, tutto quello che possono edificare, lo edificano; da loro non si può pretendere, anche se sarebbe auspicabile, la rinuncia al massimo sfruttamento della capacità edificatoria che viene concessa dal piano regolatore e dalla disciplina edilizia.

La speculazione edilizia va limitata con una normativa appropriata e con un attento governo del territorio. Assistiamo invece ad una schizofrenia che continua a proporre piani urbanistici sovradimensionati in modo scandaloso (sul punto Legambiente ha presentato numerosissime denunce), che fanno calare sulla città valanghe di inutile cemento. A ciò si sovrappone un proliferare di leggi in deroga alle norme urbanistiche ed edilizie, che consentono di aumentare generosamente il volume degli edifici esistenti, producendo una inaccettabile densificazione del tessuto urbano.

Purtroppo questi atteggiamenti, anche se con intensità diverse, hanno interessato trasversalmente tutte le forze politiche che hanno governato la nostra città, ed il futuro non appare di certo migliore visti gli atti pianificatori che il nuovo sindaco, tradendo i suoi stessi impegni elettorali, ha di recente adottato.

La città dovrebbe essere dei cittadini, ma se i cittadini restano silenti di fronte alle scelte sbagliate di chi li governa e continuano a delegare le azioni di protesta alle solite “anime belle”, la città continuerà ad essere governata con le logiche di sempre, in cui l’interesse privato prevale sempre su quello pubblico.

Lorenzo Cabrelle, Legambiente Padova

5 Responses to “Arriva il mostro di via Scardeone”

  1. Maurizio Ulliana ha detto:

    Condivido, e aggiungo che è ora di mettere alla gogna anche i proprietari, i progettisti, i costruttori e i finanziatori dei singoli ecomostri.
    Sono i mandanti dei disastri tipo quello di Via Scardeone, premiabile come “Ecomostro padovano 2015”.

    Ciao.
    Maurizio Ulliana

    • Daniele Buso ha detto:

      Sono i risultati del famoso art.23 delle N.T.A. proposti dal Sindaco e Assessore e votati dal C.C. negli anni 90 con i soli voti contrari di Franzin (Lega Nord) e Marini (R.Comunista)
      Chi è causa del suo mal pianga se stesso!
      Daniele Buso

      • Fabio ha detto:

        L’art.23 prevede comunque il rispetto delle volumetrie esistenti.
        Qui, invece, nel caso specifico è stato quasi sicuramente sfruttato il Piano Casa, che consente aumenti di volume colossali.

        • Daniele Buso ha detto:

          L’art 23 delle N.T.A è stato approvato dall’amministrazione Zanonato allo scopo di riconvertire le volumetrie industriali in edilizia privata.Il punto è che sono state concessi gli stessi indici di edificabilità alle proprietà all’intorno , in deroga alle precedenti regole edilizie.Infatti dalla fine anni 90 ha cominciato l’accaparramento da parte di speculatori edilizi, anche di piccoli lotti con casette a due piani, generando condomini bunker, nelle vie limitrofe a via Scardeone e in tutta la città.Il CdQ. Forcellini Camin presieduto dalla prof.ssa Bianca Bianchi Balduino (PDS) con Coordinatore politico della Commissione Urbanistica Daniele Buso(Liga Veneta Lega Nord) ha fatto una dura battaglia a suon di delibere votate ad unanimità contro questo metodo di cementificazione selvaggia.
          L’Assessore Mariani è stato lo strenuo difensore di queste varianti urbanistiche. Resta agli atti che il CdQ 3 con tutti i gruppi politici è stato fermamente contrario ,contrariamente agli omologhi rappresentanti in C.C.Solo la Liga Veneta Lega Nord e Rifondazione Comunista hanno rispettato i pareri del CdQ3
          Daniele Buso

  2. mariagrazia ha detto:

    Si deve pregare solo che chi deve comperare guardi altrove, e diventi un investimento a reddito -O.
    Pesate all’impatto delle auto in questa zona già extremanente trafficata al momento in cui si aggiungeranno tutti i futuri residenti. Se per andare all’ospedale ora devi parcheggiare in questa zona, poi si dovrà per forza restare alla Stanga.
    Comunque ormai ogni ampliamento è un mostro, Vediamo anche L’ex Lando insediato in una via altamente costruita in cui due auto fanno fatica passare. Non si sa neppure se sborsini gli oneri per urbanizzazione perchè le strade già ci sono.
    Del resto ormai con le due LR piano casa ed altro, snaturano pur di ampliare belle costruzioni gia esistenti, e ce le troviamo snaturate, spostate sul ciglio della strada o al confine di altre proprietà o sotto il poggiolo di altre abitazioni (via leonati, via Longo angolo via Parpaiola, Via Zanon per citarne alcune) e naturalmente posto auto e garage………in strada. Senza contare il danno che subiscono i vicini, che si vogliono tenere il giardino……..
    Credo che ormai sono al limite della schizzofrenia. Pensare che in questo modo si crea lavoro ed economia, è pura fantasia, perchè almeno il 50% di questi mostri sono a carico dello stato (caldaie, infissi, sgravi fiscali et.) e quindi di tutti gli italiani, nonchè il danno dell’impatto ambientale che creano, parcheggi, giardini, marciapiedi etc. inesistenti
    I progetti di quelle costruzioni con piano casa, tra l’altro non vengono neppure visionati dai tecnici perchè, la regione delega la provincia, la provincia delega il comune, il comune assicura che è ok perchè approvato dai primi due. Quindi il gatto che si mangia la coda fa quello che vuole. Infatti contestate le mancate distanze di confine ad un caso il capo setterore del comune ha risposto cosa vuole questa … è L.R……..L.R…….

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