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rotatorie_codalungaQuello delle tre rotonde che dovrebbero velocizzare il traffico lungo viale Codalunga, di cui si è di nuovo parlato sui giornali a dicembre, può essere letto come un semplice intervento di viabilità.

Ma può avere invece importanti ricadute sulla valorizzazione delle mura rinascimentali, andando a cogliere l’occasione per integrare alcune scelte tese anche al recupero del tratto di mura dal torrione della Gatta fino alla posizione in cui era collocata porta Codalunga, attraverso interventi che predispongano le condizioni per ulteriori azioni future.

In quel punto nevralgico si concentrano esigenze e opportunità diverse e solo in apparenza contrastanti, che, se poste su di uno stesso piano, senza privilegiarne una a scapito delle altre, possono trovare una felice convergenza e addirittura indicare una metodologia coerente, da replicare poi in casi analoghi, per ridisegnare la nostra città senza tradirne il carattere. Contribuendo a costruire la futura immagine di città d’arte e di storia, senza bloccare o intralciare gli aspetti di città viva e contemporanea.

La prima cosa da tenere in conto è la presenza delle mura, invisibili perché rase al suolo, ma ancora esistenti appena sotto la pavimentazione del viale (un recente intervento di sistemazione di una rete tecnologica ha permesso di verificarlo), con al centro porta Codalunga, demolita nel 1925.

Questa è dunque un’occasione unica per ricomporre la continuità delle mura, in coerenza con il progetto di valorizzazione deciso dall’amministrazione Questa è dunque un’occasione unica per ricomporre la continuità delle mura, in coerenza con il progetto di valorizzazione deciso dall’amministrazione. “Portando alla luce” le porzioni rimaste della porta e del ponte che oltrepassava la fossa; demolendo gli edifici pubblici che nascondono la cortina muraria, ancora ben conservata, che accompagna il viale fino al torrione della Gatta; allontanando la strada dal torrione e permettendo lo scavo, almeno parziale, della fossa, si restituirebbe l’originaria imponenza al bastione, simbolo delle mura di Padova, costruito nei pressi di quello che sostenne con successo l’assedio del 1509: un raro frangente della storia in cui la nostra città è stata al centro degli eventi. Proprio qui, si è infatti giocata la sopravvivenza della repubblica di Venezia.

Ma abbiamo poi anche un “viale” che va in parte salvaguardato perché costituisce il primo intervento urbanistico sulla città ottocentesca dopo la costruzione della ferrovia Padova-Venezia. La nuova arteria, infatti, realizzando un collegamento con la stazione, apre la prima breccia nella cinta muraria, ma la sostituisce con una barriera che conserva al suo centro la porta, sia pure aggiornata esteticamente. Della barriera rimangono tuttora le due garitte lungo i marciapiedi. La realizzazione delle rotonde, quelle esterne effettivamente necessarie, non dovrebbe negare la continuità del viale e quel che resta del suo impatto scenografico, che, senza voler proporre risibili paragoni, seguiva però in qualche modo la logica del boulevard: basta guardare una vecchia cartolina per convincersene.

E infine, al posto della rotonda prevista all’incrocio con via Giotto, andrebbe studiata almeno una nuova pavimentazione stradale, per ridare a piazza Mazzini la dignità di un tempo, quando costituiva il primo spazio urbano che s’incontrava entrando in città.

Il Piano per il Parco delle mura presentato lo scorso anno dalla nostra associazione e fatto proprio dall’amministrazione, prevede già una proposta di soluzione della viabilità intorno allo snodo della scomparsa porta Codalunga. Qui se ne propone una versione aggiornata che prende in considerazione anche la presenza del ponte.

Comitato Mura di Padova

2 Responses to “Le rotonde di viale Codalunga, il Parco delle Mura e l’immagine della città”

  1. Luca Luciani ha detto:

    … manca il link alla “versione aggiornata”.

    • ecopolis ha detto:

      grazie, è l’immagine di “copertina” dell’articolo.
      Comuque abbiamo ripristinato il collegamento ad un’immagine più ampia.

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