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downloadFinalmente l’8 marzo vedremo la presentazione del progetto preliminare che rigurda l’idrovia Padova-mare, che giungerà esattamente dopo 189 giorni, dall’inizio delle attività di studio del territorio. Il consorzio vincitore della gara per la progettazione (Technital e Beta Studio) sta in questi mesi  verificando tutti gli aspetti ambientali e  di traffico fluviale connessi al progetto.

Certo, la battaglia non è ancora vinta, ci saranno ancora molte difficoltà, ma indubbiamente in questi ultimi dodici mesi è stato compiuto un importante passo in avanti sulla strada del completamento di questa grande opera che davvero può rappresentare, assieme alla manutenzione delle rive dei fiumi e della rete idrica minore e ai bacini di contenimento a monte, un contributo determinante alla messa in sicurezza di tutto il territorio del bacino Brenta Bacchiglione.

Incessante è stata l’attività di coinvolgimento nei confronti dei comuni padovani e veneziani che insistono in questo tratto di pianura veneta largamente degradata dalla cementificazione massiccia degli ultimi decenni: decine e decine di incontri con i primi cittadini, interviste, riprese filmate, coinvolgimento nella rete dei social network (vedi qui la gallleria delle 24 video interviste con i Sindaci).

Ed ancora, molti dibattiti e serate a tema (tutte affollate e ricche di particpazione), incontri con esponenti della Giunta regionale, confronto con l’Autorità di Bacino “Alpi Orientali”, “flashmob” con ministri, davvero tante iniziative per portare all’attenzione dei cittadini, dei media e degli interlocutori politici la necessità di dare una risposta in tempi accettabili e comunque prima di possibili nuove calamità come quella verificatisi nel 2010.

Tutte queste attività hanno indubbiamente portato a importanti passi in avanti sia nella sensibilizzazione sull’argomento che sulla concretezza delle scelte da parte degli enti preposti.

E’ del 1 dicembre 2015 l’approvazione all’unanimità del Consiglio Regionale di una delibera di indirizzo in cui si impegna la Giunta a sostenere la realizzazione del canale idroviario tra Padova e l’Adriatico quale opera del Piano Regolatore del porto veneziano, così come previsto negli obiettivi delle “linee guida” all’appalto pubblicato dall’Autorità portuale in data 8.09.2015.

E’ proprio di questi giorni l’affermazione del Presidente Zaia che cita l’Idrovia quale opera immediatamente cantierabile, anche se in realtà non c’è ancora il progetto definitivo e soprattutto non si hanno notizie certe circa il reperimento dei fondi. Ma da sottolineare anche l’esempio della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta (che comprende i comuni di Camponogara, Pianiga, Campolongo Maggiore, Dolo, Fossò, Fiesso d’Artico, Strà, Vigonovo, Mira, Campagna Lupia) che, con il solo voto contrario di Mira, ha inviato una mozione che richiede l’inserimento dell’idrovia fra le opere da progettare ed iniziare entro il 2021, quindi con il Piano di Bacino approvato in via definitiva lo scorso 22 dicembre.

Purtroppo nel territorio mirese, pur con preziose eccezioni come il Comitato Mira Lab, rimangono delle resistenze rispetto al favore generale con cui l’opinione pubblica rivierasca guarda al completamento dell’opera. Se da una parte è comprensibile una maggior preoccupazione di chi risiede a Mira, in un territorio non “ancora scavato” e quindi soggetto ad un maggior impatto per il completamento, dall’altra siamo convinti che solo una concertazione fra tutti i soggetti interessati potrà offrire soluzione tecniche atte a dare risposte positive a problemi reali, come quello dell’incrocio fra idrovia e canale Nuovissimo, che tanto preoccupa gli amministratori del comune veneziano.

Quindi, da una parte soddisfazione di chi è sostenitore dell’opera, ma dall’altra anche piena coscienza che bisognerà vigilare ancora a lungo, a partire dal mese di marzo in cui verrà presentato il progetto preliminare. A quel punto ci si augura che si apra un confronto con i progettisti ed i tecnici per far sì che l’opera non sia trattata soltanto come un importantissimo intervento idraulico e trasportistico, ma diventi l’occasione per un percorso condiviso di ridefinizione di un territorio, attraversato da un vero e proprio corridoio ecologico, che valorizzi il paesaggio, che dia nuove opportunità imprenditoriali nei settori dell’agricoltura di qualità, del turismo sostenibile, della mobilità dolce.

Fin d’ora assumiamo l’impegno di dar conto nei prossimi mesi su questo spazio degli auspicati passi in avanti della progettazione prima e dell’esecuzione poi di questa che rimane l’unica grande opera che vogliamo.

Mauro dal Santo, circolo Legambiente La Sarmazza – Saonara

6 Responses to “Idrovia: un anno di novità positive”

  1. Pietro Casetta scrive:

    Un tono decisamento eccessivo quello contenuito in questo articolo. Una “delibera di indirizzo” è un pezzo di carta qualsiasi che non impegna nessuno. Altrimenti non sarebbe stato votato all’unanimità. E le dichiarazioni di Zaia valgono altrettanto, e tanto quanto il recente Studio di fattibilità. Una melassa che serve a dar da bere all’opinione pubblica il contrario di ciò che si intende fare (in questo caso non fare), e che proprio voi ci caschiate, dimostra che la demagogia serve sempre e con successo. Riguardo il “Progetto preliminare”, esso si commenta da solo con l’affermazione “certo, la battaglia non è ancora vinta”. Infatti, di quale “progetto preliminare” abbia bisogno un’opera terminata per 2/3 non sarebbe in grado di spiegarlo nessuno, visto che nulla vi è di preliminare in un’opera quasi terminata.
    L’unica cosa chiara è la posizione del Comune di Mira, che non condivido ma che apprezzo per la totale assenza di ipocrisia.
    Mi dispiace.
    Con stima,
    Pietro Casetta

  2. crotti carlo scrive:

    Dal momento che il documento ufficiale della Regione (Delibera 81) ve l’ho trasmesso io, sollecitandone la diffusione, proprio perchè il testo, come l’iniziativa politica in Regione, è nata da “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano”, Sodalizio ben noto da anni a Legambiente Padova, non posso non rilevare che non siamo nemmeno stati citati.

    A fronte della notizia , avrei voluto qui scrivere una valutazione politica del fatto e le sue implicazioni. In queste circostanze non è più il caso.

    Saluti
    C. Crotti
    Presidente “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano”

  3. Pietro Casetta scrive:

    Non capisco. Il risultato è che è stata fatta la delibara o chi l’ha divulgata?

  4. ecopolis scrive:

    Quando abbiamo impostato il pezzo ci siamo chiesti: “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”?
    Ed abbiamo optato per un ottimismo consapevole [spesso ci rimproverano di non saper cogliere i segnali positivi, magari fra le righe].
    Infatti il pezzo è pieno di “sì, ma …”, “bene, però …”.
    Il più grande di tutti i dubbi [e conseguente obbligo a non abbassare la guardia] è riferito alla necessità – ribadita al termine del pezzo – di un confronto partecipativo fra i progettisti e la socità civile affinchè tutte le potenzialità dell’idrovia siano colte (ambientali, commerciali, turistiche, ecc).
    Poi, come fanno i giornali veri, abbiamo forzato la mano con il titolo (sì da invogliare a leggere anche i non addetti ai lavori).
    A Crotti replichiamo che non ci pare di aver “bruciato” un suo commento articolato (che avremo come sempre piacere a pubblicare) avendo riportato, fra le varie novità, anche la delibera di C.R. che risale ai primi di dicembre.
    Saluti da ecopolis A.N.R.

    • Pietro Casetta scrive:

      Bicchiere mezzo pieno sempre, ma mai… straripante! Mi preciso: sul piano dell’informazione (anzi delle informazioni) il pezzo è ottimo perchè le dà tutte. E posso anche essere d’accordo che sia stato un anno ottimo, ma solo perchè il coinvolgimento dei cittadini è stato esponenziale. Ne è prova proprio la quantità di atti, tutti correttamente citati nel pezzo, che la Regione è stata costretta ad emettere per cercare di calmare le acque, naturalmente senza nulla fare oltre che pezzi di carta. Forzare la mano coi titoli va bene, a patto di non far diventare un ferito grave un morto. Questo lo fanno solo i cosiddetti “giornali veri” di cui, almeno io, non ne posso più.
      E con questo chiudo salutandovi e rinnovandovi la mia stima, e sempre aprendo con piacere le email con il vostro giornale.

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