Feed on
Posts
Comments

viale codalunga2A fronte di una situazione così grave per la salute pubblica ci aspetteremmo provvedimenti efficaci e strutturali, prima di tutto dal Sindaco, per legge il primo responsabile della salute dei suoi cittadini, e poi da Provincia e Regione.

Come è evidente i provvedimenti di facciata presi dal Comune (ancorché la lodevole, ma tardiva e limitata iniziativa che consente di muoversi in autobus con un solo biglietto dal 30 dicembre per una settimana) sono risultati ininfluenti.

Il toro che va preso per le corna è quello di limitare sempre e radicalmente il traffico autoveicolare privato, che a Padova è la fonte primaria dello smog, visto che le caldaie per il riscaldamento sono quasi tutte alimentate a metano (che produce pochissime polveri). Cosa che si può fare solo se il TPL (trasporto pubblico locale) diventase una reale alternativa all’auto. Serve un trasporto pubblico più capillare, rapido, comodo ed affidabile, ma per questo servono massicci investimenti. 

Su questo Legambiente da tempo avanza due proposte:

1) Per rilanciare il TPL si investano i soldi provenienti dalle multe degli autovelox in tangenziale (come chiede Legambiente con la petizione che si può firmare on line qui).

Se i 6 milioni di euro annui delle multe degli autovelox venissero devoluti interamente al TPL, il miglioramento del servizio sarebbe notevole: con quella cifra si pagherebbero circa due milioni di chilometri di corse in più, con una crescita del servizio del 33%.

Inoltre va ricordato l’aumento della velocità commerciale dei bus, ottenibile con l’estensione delle corsie preferenziali: 2 km/h in più di velocità commerciale valgono almeno 1 milione di euro di riduzione dei costi.

Ovviamente però Comune e BusItalia devono smetterla di acquistare autobus alimentati a gasolio, come hanno recentemente fatto, preferendo quelli meno inquinanti alimentati a metano.

2) Dopo un dibattito cittadino approfondito va creato un sistema di controllo del traffico e di road pricing a Padova, che preveda un biglietto di accesso all’interno dell’area delimitata dalle tangenziali. Si partadallo studio commissionato (e pagato) da Comune ed APS (ora Busitalia) alla società Polinomia di Milanoche appunto prevede di tariffare un’area ampia, appena interna al cerchio delle tangenziali, applicando una tariffa d’accesso medio bassa.

Chi vuole accedere a quest’area può decidere se pagare un biglietto od optare per il trasporto pubblico ad un costo minore. Serve ovviamente potenziare e rendere competitivo il TPL, e le risorse per farlo verrebbero proprio dalla tariffazione. Lo studio di Polinomia stima che dall’istituzione del road pricing, tolte le spese, Padova potrebbe guadagnare annualmente fino a 10 milioni di euro da investire nel trasporto pubblico che diventerebbe molto più frequente, capillare e veloce tale da far rinunciare all’auto decine di migliaia di cittadini, innescando così un circuito virtuoso.

Nelle città dove è stato adottato il road pricing diminuiscono incidentalità stradale e smog. Lo smog, diminuisce dal 10 al 30%. Le incidentalità diminuiscono praticamente in maniera parallela alla diminuzione del traffico. (es. –meno 20% di spostamenti giornalieri uguale meno 20% di incidentalità).

Infine il Comune cessi di smantellare piste ciclabili che invece vanno sviluppate e potenziate, corsie preferenziali di autobus, pezzi di aree pedonali, lasciando ancor più la briglia sciolta dal traffico automobilistico.

Legambiente Padova

ps: a chi obietterà “basta rendere più fluido il traffico”, oppure “togliete i punti dove si creano gli ingorghi, o ancora “il problema si risolve mettendo più autobus”, consigliamo la lettura di questo articolo del Il Post.it: 7 miti sul traffico.

Le proposte di Legambiente cercano di tenerne conto, di questi 7 miti.

Leave a Reply