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suolo beneA maggio scorso, in occasione della presentazione del Documento Preliminare alla Variante al P.I. (Piano degli Interventi) per l’adeguamento alle norme del PAT (Piano di Assetto del Territorio), Legambiente ha presentato una serie di osservazioni che indicavano nel sovradimensionamento del PAT (v. allegato) la causa primaria del consumo di suolo, invitando il Comune a correggersi.

L’invito non è stato recepito e la Variante ha confermato i contenuti del Documento Preliminare, con la spudoratezza di affermare (cap. 5 – Finalità e Obiettivi) che: “[…] obiettivo della Variante è il contenimento dell’espansione dell’edificabilità […], limitando il consumo di suolo alla soluzione delle necessità familiari manifestate nelle richieste già formulate dai cittadini […], non considerando e non attuando le previsioni di sviluppo insediativo indicate con specifiche “frecce” nella tavola quattro del P.A.T.

Affermazione ipocrita a fronte del fatto che non viene in alcun modo ridotta la capacità insediativa residua del vecchio PRG, che consente l’edificazione di 2.607.892 mc, per un aumento di popolazione stimato nel decennio di 13.442 abitanti, senza tenere in nessun conto il reale trend di incremento demografico che ha visto Padova crescere di soli 1.037 abitanti negli ultimi 7 anni.

Così facendo, il sindaco Bitonci commette un vero e proprio tradimento rispetto alle promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale, comportandosi da urbanista strabico, vantandosi da una parte di limitare a soli 75.522 mc l’aumento di cubatura rispetto alle previsioni del vigente P.I., e dall’altra spacciandolo per contenimento dell’espansione edilizia per la sola decisione di non utilizzare (per ora) l’ulteriore volumetria prevista dal PAT.

Il Sindaco si contraddice anche in un altro punto: l’incremento abitativo previsto dal PAT, così come la capacità residua del vecchio PRG, trovano giustificazione solo nella previsione di un massiccio incremento dell’immigrazione, che dalle analisi fatte in occasione della adozione del PTRC, risulta essere soprattutto quella dai paesi extra comunitari i cui migranti fanno si che il tasso di natalità in Italia non sia negativo. Ma la politica applicata dal Sindaco è di assoluto respingimento dell’immigrazione, per cui, per coerenza, dovrebbe ridurre all’osso le previsioni di incremento edilizio invece di confermarle al rialzo.

Cosa si può fare? Sicuramente continuare a chiedere a gran voce che sia rivisto il PAT, la cui pianificazione è assolutamente sbagliata nel dimensionamento, per responsabilità anche della Regione che poco o nulla ha eccepito in sede di approvazione del Piano da parte della competente Conferenza di Servizi. Va poi presentato, da parte di tutti i soggetti pubblici e privati che hanno a cuore l’equilibrato e sostenibile riordino della città, il maggior numero possibile di osservazioni alla Variante con l’obiettivo di limitarne i danni.

Gli elaborati della Variante sono a disposizione del pubblico presso la Segreteria Generale del comune fino al 4 gennaio 2016 (possono essere consultati anche online) e le osservazioni potranno essere depositate nei successivi trenta giorni. È importante che quanti più cittadini consapevoli e informati facciano sentire la loro voce così da indurre l’Amministrazione a riconsiderare le scelte fatte.

Legambiente farà la sua parte. Per ora possiamo già dire che:

  • non condividiamo la liberalizzazione delle Grandi Strutture di Vendita all’interno del Centro Storico;
  • ci sembrano deboli i criteri di determinazione della “Convenienza Pubblica” all’interno degli Accordi tra soggetti Pubblici e Privati;
  • è inammissibile che il Comune continui a non dotarsi di strumenti per governare la perequazione ad arcipelago, che consentirebbe di salvare le aree di pregio ambientale;
  • non è accettabile che le aree a servizi, ottenute con la perequazione, non siano più destinate prioritariamente a verde, consentendo che possano essere oggetto di edificazioni di vario tipo (crediti edilizi, edilizia pubblica ecc.) senza alcun limite;
  • manca un articolo che stabilisca che tutti i volumi realizzati per la compensazione edilizia, per il godimento dei crediti edilizi, per effetto di leggi in deroga (es. Piano Casa) e così via, siano considerati all’interno del dimensionamento del PAT;
  • manca infine, nonostante l’apprezzamento fatto (a parole) sull’argomento, la disciplina per definire ed attuare il Parco Agro Paesaggistico all’interno dei confini comunali.

 Lorenzo Cabrelle – Direttivo Legambiente Padova

5 Responses to “Variante al Piano degli Interventi è un imbroglio”

  1. Luca Luciani ha detto:

    … cosa c’entra la liberalizzazione delle Grandi Strutture di Vendita all’interno del Centro Storico con il consumo del suolo?

  2. Enrico Schiavon ha detto:

    Cliccando sul relativo link non si apre l’allegato Osservazioni (questo problema si verifica sempre).

  3. lorenzo cabrelle ha detto:

    con riferimento alla domanda di Luca Luciani rispondo che il consumo di suolo, che deriva dalla conferma del dimensionamento del PAT e del primo P.I. oggetto della presente variante, è il macro problema che costituisce l’imbroglio della Variante stessa. Ma ci sono altre scelte che, a nostro avviso, vanno emendate; una di queste è la modifica alle Norme di Attuazione che riguarda le Grandi Strutture di Vendita all’interno del Centro Storico; sicuramente altre scelte dubbie potranno essere trovate esaminando gli interventi puntuali indicati nelle tavole tecniche. Ci auguriamo che i cittadini attivi abbiano la cura di esaminare tali elaborati e di produrre le relative osservazioni.

  4. vittoria ha detto:

    Alla fine di via Usodimare PD c’era un bellissimo albero secolare, raro atrovarsi, sano , altissimo
    hanno deciso che il campo su cui sorgeva diventasse zona edificabile
    il maestoso albero è stato tagliato, anche se si sarebbe potuto edificare in modo da non doverlo sacrificare
    avevano l’autorizzazione a recidere quell’albero? come posso saperlo grazie VITTORIA

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