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osservatorio legalitaUn appello per salvare l’Osservatorio ambiente e legalità di Venezia, rivolto al Comune di Venezia, affinché nel bilancio in discussione sia inserito un emendamento per mantenere il finanziamento – 48 mila euro annui fino al 2014 – a sostegno della struttura, un progetto di Legambiente Veneto che dal 2012 monitora e crea dibattito ed informazione attorno ai temi dell’economia illegale e delle mafie in Veneto. Un tema quanto mai attuale nella regione, basti pensare allo scandalo Mose.

A firmarlo sono decine di docenti universitari, amministratori, giornalisti, magistrati e avvocati ed esperti di territorio, ambiente, ecomafie da tutta Italia.

L’Osservatorio ambiente e legalità di Venezia è un progetto di Legambiente Veneto sostenuto con 48mila euro annui dal Comune di Venezia fino all’aprile 2014. Ora basterebbe un emendamento al bilancio in discussione perché la sua attività possa proseguire e il patrimonio di conoscenze e di collaborazioni con istituzioni e associazioni locali non si perdesse.

In questi anni l’Osservatorio ha promosso una mole importante di ricerche, attività informative e formative e denunce analizzando le dinamiche criminali e corruttive che in parte innervano l’economia veneziana e veneta. Un lavoro di analisi e denuncia riconosciuto ed apprezzato a livello nazionale tanto che decine di docenti universitari, ricercatori, amministratori, giornalisti – che hanno conosciuto la nostra attività in questi in questi pochi anni – hanno firmato un breve appello per chiedere che l’Osservatorio possa proseguire la sua attività. Terminato il sostegno, responsabilmente Legambiente ha cercato in questo anno e mezzo di promuovere il progetto con le sue sole forze, ma ora siamo agli sgoccioli (già il sito purtroppo non è più online da qualche settimana).

Chiediamo ai consiglieri comunali e agli amministratori di Venezia di valutare la possibilità di sostenere ancora questo progetto per poter contare su uno strumento utile al conoscenza – e quindi al contrasto – dei fenomeni corruttivi e criminali che tanto hanno danneggiato questo territorio.

Ecco l’appello per salvare l’Osservatorio ambiente e legalità di Venezia:

Appello perché l’Osservatorio ambiente e legalità di Venezia possa proseguire la sua attività. In questi anni abbiamo conosciuto ed apprezzato le attività dell’Osservatorio ambiente e legalità di Venezia e ci auguriamo che possa proseguire l’utile lavoro di analisi e di informazione sui temi della criminalità e della difesa dell’ambiente.

I firmatari: Vittorio Mete, ricercatore in Sociologia dei fenomeni politici, Università di Catanzaro; Nando Dalla Chiesa, docente di sociologia della criminalità organizzata, Università di Milano; Filippo Maria Pontani, docente Ca’ Foscari – Venezia; Tiziano Tempesta, docente Università di Padova; Isaia Sales, docente Storia delle mafie – Università Suor Orsola Benincasa – Napoli; Rocco Sciarrone, docente di sociologia della criminalità organizzata, Università di Torino, e codirettore di “Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali”; Luciano Brancaccio, docente di sociologia urbana, Università di Napoli; Joselle Dagnes, assegnista presso il dipartimento di Culture, Politica e Società, Università di Torino; Luca Storti, docente di sociologia economica, Università di Torino; Sandro Busso, docente di sociologia Politica, Università di Torino; Davide Donatiello, assegnista di ricerca presso Dipartimento di Economia, Società, Politica – Università di Urbino; Francesco Vallerani, docente di Geografia, Università di Venezia Cà Foscari; Stefano Consiglio, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale, Università di Napoli Federico II; Stefano D’Alfonso, Professore Associato di Diritto Amministrativo, Università di Napoli Federico II; Anna Maria Zaccaria professore associato Sociologia dell’ambiente e del territorio, Università di Napoli Federico II; Carolina Castellano, Ricercatrice Storia contemporanea, Università degli studi di Napoli Federico II; Gabriella Gribaudi, Professore Ordinario Storia Contemporanea, Università degli studi di Napoli Federico II; Ernesto De Nito, Professore Associato, Università Magna Graecia di Catanzaro; Lorenzo Segato, direttore Centro Studi Riscc; Umberto Santino, fondatore e presidente del Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” di Palermo; Gabriele Licciardi, ricercatore Centro Studi E. Luccini – Padova; Mauro Varrotto,  Professore associato di Geografia – DiSSGeA Università di Padova; Francesca Vianello, Università di Padova; Claudia Mantovan, Università di Padova; Simone Grillo, ricercatore Fondazione Culturale Responsabilità Etica; Alfiero Boschiero, Ires Veneto; Valentina Moiso, assegnista, Università di Torino, Dipartimento Culture, Politica e Società; Giuseppe Ayala, Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Edilizia e Legalità; Salvatore Lo Balbo, Fillea nazionale; Salvatore Federico, segretario generale Filca Cisl Veneto; Paolo Galeano, sindaco di Preganziol; Rachele Berlese, consigliere comunale di Preganziol; Fabio Di Lisi, consigliere comunale di Preganziol; Sergio Polo, consigliere comunale di Preganziol; Mirco Feston, sindaco di Zero Branco; Lucia Scattolin, vicesindaco ed assessore alle politiche sociali di Zero Branco; Francesco Dal Colle, consigliere comunale di Zero Branco con delega alle politiche familiari; Eleonora Florian, consigliere comunale di Zero Branco con delega al bilancio; Michela Nieri, consigliere comunale di Treviso; Alessandro Naccarato, parlamentare Commissione Antimafia; Simonetta Rubinato, parlamentare Pd; Gianluca Amadori, presidente Ordine dei Giornalisti del Veneto; Massimo Zennaro, segretario Sindacato giornalisti del Veneto; Lorenzo Frigerio, Coordinatore Fondazione  Libera Informazione; Ugo Dinello, giornalista; Toni Grossi, giornalista; Maurizio Dianese, giornalista; Elisa Marincola, giornalista; Fabio Bozzato, giornalista; Ernesto Milanesi, giornalista; Sebastiano Canetta, giornalista; Giorgio Barbieri, giornalista; Antonio De Lorenzi, magistrato, sost.proc.presso Procura Generale di Venezia; Manuela Fasolato, magistrato, sostituito procuratore generale della Procura Generale di Brescia (in precedenza sostituto procuratore della Procura di Rovigo); Luca Tirapelle, avvocato; Matteo Ceruti, avvocato; Giovanna Mingati, avvocato; Arianna Tosoni, avvocato; Maria Rosa Pavanello, sindaco Mirano presidente Anci – Veneto; Paolo Dalla Vecchia, già assessore politiche ambientali Provincia di Venezia; Paolo Contò, direttore Consorzio Priula; Simona Guardati, vicesindaco di Casier (Tv); Marco Favaro, responsabile Osservatorio Laguna e territorio – Comune di Venezia; Stefania Pallotta, responsabile dell’Unità Legalità e Ambiente della Provincia di Venezia; Massimo Gattolin, dirigente Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Venezia; Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale Avviso Pubblico; Enrico Fontana, direttore nazionale di Libera; Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente; Maria Grazia Tonon, Commissione Consultiva Avviso Pubblico; Roberto Tommasi, coordinatore Libera Veneto; Francesco Trotta, criminologo, referente dell’Associazione Cosa Vostra – La Legalità è di tutti; Guido Turus, Bioresistenze; Lorenzo Capalbo, Associazione Principi Attivi; Emilio Noaro, MoVI Veneto.

Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto

2 Responses to “Un faro sull’economia illegale: un appello”

  1. Gianni Belloni ha detto:

    Niente da fare. Bocciato, ieri in serata, l’emendamento, presentato dalla consigliera Francesca Faccini, che proponeva di rifinanziare il progetto dell’Osservatorio ambiente e legalità.

    Non sono bastate le decine di adesioni all’appello che chiedeva che l’Osservatorio potesse continuare ad esistere – e le tante che sono giunte in questi giorni -, e gli articoli di stampa che sono usciti e che hanno testimoniato l’utilità del lavoro svolto.

    L’assessore all’ambiente De Martin ha comunque promesso un incontro all’inizio dell’anno per valutare possibili alternative per mantenere in vita il progetto. Vedremo.

    Per ora manteniamo la speranza nella possibilità del convincimento – convinti come siamo dell’utilità, malgrado i nostri limiti, di quanto cerchiamo di fare – e teniamo in vita un filo di attività, il possibile che ci è permesso mantenere.

    un caro saluto e grazie, a tutti e a ciascuno, della partecipazione e della solidarietà (vi terremo informati)

    p. Osservatorio Ambiente e legalità Veneto
    Gianni Belloni

    Il 25 gennaio promuoviamo l’incontro, presso il Municipio di Marghera, intitolato “Bonifiche: dai veleni e il saccheggio, alla tutela della salute e alla rinascita di Porto Marghera” (seguiranno dettagli)

  2. Lorenzo Zamponi ha detto:

    il Comune di Venezia toglie il finanziamento all’Osservatorio Ambiente e Legalità. Che pena. Non è solo perché conosco Gianni Belloni ed è una delle persone più acute e generose che vivano in questa benedetta regione.
    È che proprio questa scelta (non irreversibile, per fortuna, ma per ora pesante), non si può giustificare. Chi, in una regione come il Veneto, con quello che abbiamo visto tra cementificazione, arresti, ecc., non considera che la questione delle ecomafie valga neanche poche decine di migliaia di euro all’anno, o è connivente o non ha proprio capito niente di dove vive.
    Si fa sempre in tempo a tornare indietro, ma è il caso di farsi sentire…

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