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cementeria_monseliceI dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) mostrano che tra i paesi UE, l’Italia è quello che registra più morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico e l’area più colpita è proprio la Pianura Padana. Tra i maggiori responsabili, oltre e a particolato e ozono, ci sono gli ossidi di azoto (NOx) creati durante i processi di combustione.

Mentre in tutto il mondo si tende a diminuire le emissioni  di questo pericoloso inquinante, nel nostro paese succede proprio l’opposto. La “Cementeria di Monselice” ad esempio negli ultimi anni ha aumentato in modo importante le emissioni di NOx (tabella 1, vedi qui). 

Fino a pochi anni fa la media delle emissioni di NOx di questo cementificio si aggirava attorno a 400/450 mg/Nmc, mentre i valori attuali registrati a novembre 2015 dimostrano un livello di emissione che supera stabilmente i 600 mg/Nmc. E se il valore medio mensile (tabella 2, vedi qui) rappresenta l’87% del valore massimo consentito (700 mg/Nmc), non è escluso che durante le lavorazioni ci siano punte oltre tale soglia. Naturalmente ciò non è possibile affermarlo, ma neppure escluderlo, in quanto il monitoraggio continuo non è disponibile per la popolazione.

Il cambiamento significativo nella quantità di emissioni si è avuto con la nuova proprietà  Zillo, che ha prontamente richiesto e ottenuto dalla Provincia l’autorizzazione all’utilizzo di 225.000 tonnellate annue di rifiuti (ceneri derivanti da processi energetici e gessi da desolforazione provenienti da centrali termoelettriche) in sostituzione delle materie prime. In parallelo è anche cambiata la modalità di accesso alle informazioni da parte dei cittadini: ora non è più possibile risalire allo storico delle emissioni perché i dati pubblicati vengono cancellati ad ogni nuovo mese.

Nei confronti del comune con maggior inquinamento accertato da fonti industriali di NOx ci si aspetta un’attenzione e un impegno particolari, invece  il territorio è stato privato della centralina di rilevamento ed è stato escluso dall’indagine epidemiologica istituita per la bassa padovana. Il Comitato Lasciateci Respirare ha più volte sollecitato l’amministrazione comunale e l’ARPAV affinché impegnassero la Cementeria a una maggiore trasparenza, ma tutto è rimasto lettera morta.

Ad aprile scorso sembrava che non ci fossero più ostacoli per l’installazione di una nuova centralina madopo otto mesi non si parla più né dell’una né dell’altra. A luglio 2015 l’assessore Bedin aveva annunciato una nuova campagna di indagini per il rilevamento delle emissioni tipiche dell’attività della cementeria, ma è rimasto un proclama.

Dobbiamo prendere atto che questa amministrazione dimostra ancora una volta scarsa attenzione e sensibilità per la salute dei cittadini. Può anche cambiare l’assessore, ma la salvaguardia dell’ambiente rimane l’ultimo dei pensieri della Giunta e purtroppo anche del Consiglio Comunale.

Francesco Miazzi e Christianne Bergamin, Comitato popolare Lasciateci Respirare

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