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torrione_Alicorno_cop“Intorno al bastione Alicorno” è il titolo dell’ultimo ciclo di conferenze “Urbs Ipsa Moenia”, organizzato dall’associazione Comitato Mura di Padova (vedi qui), svoltosi tra ottobre e novembre 2015, presso palazzo Moroni, in sala Anziani.

Molti sono i motivi che hanno portato i soci e i simpatizzanti, in questa occasione, a dedicare una speciale attenzione a questo torrione cinquecentesco e alle aree adiacenti (Bassanello, Santa Croce), a sud di Padova: l’anniversario della morte di Bartolomeo d’Alviano, illustre condottiero militare e primo ideatore delle fortificazioni veneziane in Padova, al quale il torrione era stato dedicato (il suo stemma era, appunto un unicorno o “alicorno”); la pubblicazione, a cura del Comitato, della monografia Il torrione Alicorno, caposaldo meridionale delle mura di Padova, che raccoglie risultati di indagini su scavi archeologici e su fonti d’archivio, resoconti di restauri (a seguito del crollo parziale del 2009), nonché saggi sulla complessa storia del bastione e sul contesto in cui è inserito (leggi qui).

Infine, l’impegno costante, da parte del Comitato Mura, nel valorizzare il complesso della cerchia muraria rinascimentale, attraverso varie iniziative (visite guidate, conferenze, progetti ….), mirate a favorire la leggibilità e la fruizione di manufatti quali i bastioni, le cortine murarie e costruzioni affini, componenti di un sistema difensivo articolato e, nello stesso tempo, elementi che caratterizzano in modo peculiare e originale spazi urbanistici e paesaggistici, ambienti di vita frequentati dalla cittadinanza di Padova o più spesso luoghi marginali, dismessi e abbandonati, nonostante la loro immense potenzialità attrative per un turismo naturalistico-culturale.

I vari relatori che si sono susseguiti, conferenza dopo conferenza, hanno dimostrato come una indagine in un’area strategica come il Bassanello e Santa Croce, punto strategico di interscambio e di comunicazione tra la città e l’esterno – soprattutto in epoca medievale e in quella più recente, fra Otto e Novecento – implichi uno sguardo rivolto al passato e, contemporaneamente, schiuda una visuale aperta al futuro.

Sul piano dell’indagine storica-archeologica alcune relazioni (presentate da Michelangelo Munarini, Adriano Verdi, Franco Benucci e Alberto Susa) gettano luce su testimonianze estremamente interessanti: i resti di forticazioni medievali preesistenti nell’area prima della costruzione del bastione Alicorno; le tracce lasciate da macchine idrauliche impiegate per controllare le vie d’acqua; i diversi utilizzi del canale Alicorno nei secoli; infine, la presenza di nuclei industriali a Bassanello e a Santa Croce, appena fuori dalle mura, tra ‘800 e ‘900, dopo l’apertura dei canali Battaglia e Scaricatore.

Sul piano di una progettualità urbanistica volta alla valorizzazione dell’esistente, Vittorio Spigai ha illustrato uno studio da lui elaborato assieme ad alcuni studenti dello IUAV, suoi allievi. L’area attorno al Torrione Alicorno si presta molto bene come punto di arrivo di molti itinerari ciclabili e fluviali (legati al parco fluviale del Bacchiglione, al canale Battaglia e al parco dei Colli Euganei), nonché come accesso al Parco delle Mura e al centro storico di Padova. Interventi strategici (messa in sicurezza dei percorsi ciclofluviali, rimozione di barriere, riqualificazione di spazi trascurati come la ex Rari Nantes, il parco Margherita Hack, il piazzale Santa Croce) potrebbero trasformarla in un ideale punto di accoglienza per i visitatori del Parco e per tutti i cicloturisti. Il complesso del parco delle mura potrebbe innescare il recupero di aree dismesse e potrebbe restituire a Padova la sua storica immagine, rilanciando turismo, cultura e occupazione.

Sintesi a cura di Silvia Rampazzo redazione di ecopolis

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